Il 95% delle mail in circolazione in Europa viene classificato come spam, e non entra nelle caselle postali.Lo ha rivelato il rapporto annuale della European Network and Information Security Agency (ENISA), che registra un lieve peggioramento della percentuale, che lo scorso anno era del 94%. L’agenzia europea sulla sicurezza informatica ha esaminato i dati di 92 internet provider in tutta Europa, che gestiscono 80 milioni di caselle postali.
Spamming, fishing ed in alcun casi stalking sono le cause che aumentano di gran lunga la percentuale. Effettivamente per avere conferma dei dati basti controllare la propria email e verificare che su 10 email ricevute probabilmente almeno 8 sono da buttare. Un dato allarmante che deve far riflettere non solo per trovare un metodo che inverta la tendenza, ma anche chi attua lo spamming è bene che sappia che finisce tutto nel cestino.
Lo scorso 15 Gennaio 2010 in Asia c’è stata la più lunga eclissi solare anulare del millennio (un eclissi anulare è quella in cui il diametro apparente della Luna è più piccolo di quello solare, lasciando visibile dunque la corona esterna della stella). Il fenomeno è stato visibile in India a partire dalle 11.00 (le 06.30 ora italiana) in un clima di partecipazione popolare a causa della coincidenza con il Kumbh Mela, manifestazione religiosa di immersione nelle acque del Gange a cui partecipano milioni di pellegrini hindu. A New Delhi, centinaia di persone si sono raccolte nella zona del Nehru Planetarium, ma la visibilità del fenomeno era ridotta dalla nebbia. L’eclissi, al suo massimo, è durata 11 minuti e 7 secondi; per trovare un’eclissi anulare più lunga occorrerà attendere il 23 dicembre 3043.
(Fonte: corriere.it)
Quante volte, magari soprattutto al Sud, si dice “fatto 30, facciamo 31″.
Ecco, un concetto non tanto lontano dal vivere quotidiano. Il tutto insiste su condizioni precarie in cui la speranza è l’ultima a morire. A volte è difficile però si continua a sperare, anche un ottimista come me ha qualche volta problemi a continuare. In alcune circostanze si arriva a lottare pur di continuare a sperare ed ecco che entra il fatidico … vabbé, siamo arrivati a trenta, aspettiamo 31, come per dire, crediamoci ancora dippiù per sicuramente qualcosa accadrà (?).
E’ un gioco di strategia psicologica, sicuramente logorante, che porta inevitabilmente alla stanchezza non tanto fisica quanto mentale. Teso come una corda di violino per continuare a sperare, per non sbagliare. Io continuo … devo farlo, non posso rinunciare … speriamo bene. Ad Maiora c’era scritto sulla torta, prendiamolo per buono, anche se un augurio così bello, in certe occasioni, pesa … eccome se pesa !!!
Molte volte in questi ultimi tempi mi sono imbattuto in alcune persone capaci di far girare le scatole a chiunque, ma non a me che da questo punto di vista mi ritengo una tartaruga in letargo.
Alcune di queste persone poi hanno voluto riferirsi direttamente a me imputandomi commistioni ed azioni frutto della mente del peggior romanziere contemporaneo.
A volte penso che il mio modo di essere o di fare sia talmente assurdo da non essere concepito da alcuno se non da quei “quattro fessi dei miei amici” che invece la pensano come me ed anzi, non te la prendere, mi spronano a continuare.
Un esempio è subito servito, chiunque viva in Campania o comunque chiunque voglia ed abbia necessità di lavorare, sa benissimo che è altrettanto necessario (sempre) scendere a compromessi con il sedicente datore di lavoro, spesso lavorando con la speranza mensile del soldo. Una prassi spesso applicata anche al nord, ma guarda caso, sempre da meridionali. Eh vabbè … il problema, oltre al pessimo (ed illegale) atteggiamento, è che presuntuosi parlano di queste mie cose, non conoscono evidentemente la realtà del nostro Sud, non conoscono le evidenti realtà del luogo dove essi stessi vivono, e, a maggior mia ragione, non conoscono me !!!
La cosa ancora più imbarazzante per loro e che non sanno fare altro che chiacchiere su chiacchiere di chiacchiere e vivere nelle chiacchiere, raccontando storielle, inventando spionaggi e, apoteosi delle demenza, pensando di essere i primi dei miei pensieri. Stupidi vigliacchi, come potreste essere nella mia lista se non so neanche quale possa essere il tuo nome ed il cognome, cose che invece di me conosci assai bene. Vigliacco!
A questo punto, sai tu stupido uomo, con tutta onestà, quando mi sveglio la mattina penso a tutt’altro che a te, la mia vita continua con te o senza di te, con o senza le tue chiacchiere, quindi continua a perdere il tuo tempo, continua a pensare che io possa pensarti, ma non dimenticare che mi risulta davvero difficile pensare a te Anonimo Utilizzatore … anonimo come le tue chiacchiere anonime, come la tua vita anonima, come il tuo pensiero decisamente anonimo.
Visto? Non sei nulla dippiù che un anonimo chiacchierone … se penso poi a chi ho spedito questa parole, ad un anonimo, a chiunque ed a nessuno, allora sono ancora più convinto che perdere tempo non è il mio forte !!!
una testata giornalistica è un mezzo di comunicazione legalmente riconosciuto che ha quindi una propria identità con un Responsabile Civile e Penale per tutto quello che si scrive (si pubblica).
Sto parlando dell’Editore (proprietario della testata giornalistica) e del Direttore Responsabile che è per l’appunto responsabile dei contenuti del giornale che dirige. Il secondo è nominato dal primo quindi chi da l’impronta al giornale è l’Editore non per altro si dice “quel giornale ha questa linea editoriale”.
Detto questo l’impronta editoriale è ovviamente strettamente vincolata agli interessi dell’Editore, interessi che sono spesso legati all’esigenza di vendere. Esempio: nata la PlayStation, la popolare console di gioco per ragazzi ed adulti arrivata ad oggi alla terza versione, visto il “boom” delle vendite, constatata l’esigenza del fruitore di avere infos sui nuovi giochi, ci si rese conto che fondare un giornale poteva essere una buona fonte di guadagno ed infatti oggi esiste il periodico (mensile) che parla solo della console Sony, recensisce i nuovi giochi, pubblicizza eventuali mercatini dell’usato piuttosto che risponde alle domande dei lettori.
Come vedi la volontà dell’editore sposta l’argomento di una testata giornalistica, così come il Direttore ed i cronisti che, in questo caso potrebbero essere anche dei tecnici di laboratorio, magari non perfetti conoscitori della grammatica italiana, ma pur sempre degli esperti nel loro settore.
Altre volte, cambiando discorso l’Editore punta il dito sulla promozione di eventi, piuttosto che il semplice riporto di informazioni, notizie di cronaca locale, nazionale, di sport o di politica, di calcio o di scienza e cultura.
Il futuro? Internet: giornali online con la possibilità di poter essere sfogliati, dietro pagamento. Ma questo, pensandoci bene, non è neanche tanto futuro …
Gli specialisti del Pentagono e della Nasa hanno sciolto, con una conclusione da brivido, il mistero per quanto è accaduto l’8 ottobre nel cielo dell’Indonesia. Erano le 11 del mattino quando un tuono poderoso faceva tremare le pareti delle case della città di Bone lungo la costa e la gente correva in strada pensando al terremoto. Ma guardando in cielo assistevano a una pioggia di polveri e a nuvole di vapore che la tv indonesiana riprendeva mostrando l’enigmatico fatto e diffondendo la paura.
Una preoccupazione maggiore assaliva i sorveglianti del Pentagono che nei continenti gestiscono l’International Monitoring System, cioè quella catena di stazioni che con sistemi a infrasuoni registrano eventuali esplosioni nucleari sul pianeta o nell’atmosfera. Così la Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organisation controlla il rispetto degli accordi sul bando dei test nucleari. Anche a 18 mila chilometri di distanza da Bone gli apparati mostravano che qualcosa di grave e violento era accaduto nell’atmosfera. Gli specialisti dell’US Air Force e di alcune università che lavorano per la Nasa riuscivano dalle registrazioni a risalire alla causa dell’evento.
Un asteroide di dieci metri di diametro era caduto nell’atmosfera alla velocità di venti chilometri al secondo. Sbriciolandosi nell’impatto soprattutto a un’altezza tra i dieci e i venti chilometri scatenava un’energia di 50 kton (equivalente a cinquantamila tonnellate di tritolo), vale a dire una potenza oltre tre volte superiore alla bomba atomica di Hiroshima, che era di quindici kton. Per fortuna la natura del bolide cosmico e la sua taglia consentivano la disintegrazione e la dissipazione in cielo dell’energia senza provocare danni al suolo se non un’onda d’urto che ha fatto temere il peggio. Ora è tutto chiaro, ma quanto è successo ha aumentato l’inquietudine per un’eventualità fino a epoche recenti nemmeno considerata. Statisticamente corpi di taglia simile cadono una volta ogni dieci anni. Ma il guaio è che non si riesce ad accorgersene come in Indonesia perché gli strumenti disponibili non li «vedono».
«Al di sotto dei cento metri — dice Tim Spahr, direttore del Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts, Usa) sovrintendente a questo mondo dei pianetini — ne abbiamo registrati ben pochi. Ma non certo di dieci metri. Per scoprirne anche di più grandi intorno ai venti metri occorrono telescopi più potenti e costosi». Il pericolo esiste, infatti, a partire da questa taglia perché sarebbe in grado di provocare disastri in superficie. Quello caduto a Tunguska nel 1908 aveva un diametro di cinquanta metri e distrusse la foresta per duemila chilometri quadrati. Oggi esiste una rete di sorveglianza, ma è ancora troppo ridotta. Il Congresso americano ha chiesto alla Casa Bianca di elaborare una strategia precisa entro l’ottobre 2010 tenendo conto delle indicazioni che entro l’anno elaborerà il National Research Council.
Intanto la scorsa settimana al congresso della Società geologica americana, Sankar Chatterjee, dell’Università del Texas, ha presentato i risultati di un’indagine che cambia lo scenario all’origine della scomparsa dei dinosauri. Chatterje ha dimostrato che l’asteroide o cometa di quaranta chilometri, arrivato sessantacinque milioni di anni fa, cadde non nella Penisola dello Yukatan, ma in India, nel bacino di Shiva. L’impatto creò uno strato di polvere che avvolse l’intero pianeta sconvolgendo il clima.
Articolo di Giovanni Caprara, corriere.it del 2 Novembre 2009

I troll sono il rumore della comunicazione interattiva
Che Internet sia oramai indispensabile è ovvio come sfondare una porta aperta, il suo uso è talmente diffuso da renderlo attraverso i propri servizi (web in testa) indispensabile quanto bere un bicchiere d’acqua. La controprova della totale assuefazione umana al mondo virtuale sta nello scoprire improvvisamente che non hai più accesso alla Rete: ansia e stress sono le prime sensazione a cui si va incontro. Internet per certi versi è indispensabile ancor dippiù del telefono cellulare: non riuscire ad andare su un sito di informazione piuttosto che non spedire o ricevere una email rende l’utente rabbioso e intrattabile al pari di un paranoico che guarda ogni secondo l’orologio in attesa di un qualcosa che al mondo è assolutamente sconosciuto.
Tale rapporto assolutamente intimo tra Internet, anzi tra il Web e l’essere umano (utente) rende quest’ultimo nella possibilità, assolutamente ingenua, di scrivere o meglio, di pensare e scrivere direttamente disinteressandosi totalmente delle conseguenze. Ad esempio io in questo momento scrivo a prescindere da terzi, se questo da un lato aiuta dall’altro mi rende vulnerabile a qualsiasi obiezione. Su Facebook è proprio quello che sta accadendo: si scrive di se stessi, si pubblicano foto della propria vita, si scrive degli altri con continue e fantasiose allusioni, spesso frutto di un’ingenua esigenza di comunicare. Ma se è vero che l’uomo è considerabile con un animale altamente comunicativo, altrettanto vero è che scrivere senza pensare alle conseguenze è un qualcosa che porte necessariamente a delle conseguenze quantomeno indesiderate. Da qualche tempo ad esempio sul noto “social neetwok” girano alla stregua delle cosiddette Catene di Sant’Antonio richieste di partecipazione a gruppi dai più disparati non ultimo “Uccidiamo Berlusconi”. Sinceramente non condivido un uso così fraudolento del mezzo Web, frutto del peggiore troll internettiano. Che cos’è un troll? In Internet un troll è colui che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati … nelle chat i troll vengono bannati ovvero allontanati a vita da quella chat, ma fin qui siamo nel mero virtuale. Ora però le cose sono cambiate: la Procura delle Repubblica di Roma ha infatti aperto un fascicolo sulle presunte minacce al presidente del Consiglio, segno che forse Internet è qualcosa dippiù di un “mondo virtuale”, ma probabilmente gli stolti ideatori del gruppo, questo, non lo avevano capito.
Con il 55% (355′067) delle preferenze l’on. Edmondo Cirielli è il nuovo Presidente della Provincia di Salerno battendo il Presidente uscente Villani che si è fermato al 44% (279′823). Anche la provincia di Salerno segue quindi quello che è parso sin dalle europee il trend positivo per la coalizione di centro destra non solo in ambito nazionale, ma, per l’appunto in tutto il territorio europeo. Una decisione del popolo salernitano netta e senza appello che invita se non altro Villani e la sua coalizione di centro sinistra ad una seria riflessione, poco più del 70% ha infatti decretato al sua uscita di scena dalla presidenza della provincia. Ai più qualche sentore che le cose per Villani non si stessero mettendo per il verso giusto era parso quando il Sindaco di Salerno De Luca ha cominciato a dire la sua rispetto alla campagna elettorale spingendo, quantomeno il suo elettorato, ad aiutare Villani a continuare la sua politica verso il territorio provinciale. La forza di De Luca, ancora una volta, si è fatta sentire, nonostante l’andamento nazionale, sul Comune di Salerno la colazione di centro destra si è attestata solo al 49%: probabilmente una piccola vittoria dello “sceriffo” on. Vincenzo De Luca che da ora si dovrà confrontare con un capitano (carabiniere) ovvero il prossimo Presidente della Provincia di Salerno on. Edmondo Cirielli.
Ultimo dato a Cava de’ Tirreni è stato eletto al consiglio provinciale: Luigi Napoli già consigliere comunale di Cava de’ Tirreni con il 25% (7′574) delle preferenze (fonte: interno.it).
Protagonista della singolare prova hard è stata una giovane pornostar di Amburgo, Carolin W., 19 anni, in arte Cora, che aveva convocato una nutrita schiera di uomini nel pornolocale “Sexy Heaven”, situato nel famoso quartiere a luci rosse di St. Pauli, nei pressi del porto della città anseatica. Il quotidiano “Bild” riferisce che l’esercizio erotico si è svolto in maniera anonima, con Cora che uno dopo l’altro ha cominciato ad occuparsi attraverso un foro (Glory Hole) degli uomini posti dietro una parete.
Tutto è andato avanti secondo i piani per i primi 50 minuti, quando il sistema cardiocircolatorio di Cora ha cominciato a fare le bizze e la ragazza ha avvertito forti giramenti di testa, che l’hanno costretta a rinunciare al tentativo di entrare nel Guinnes dei primati di questa specialità erotica. A dichiararsi comunque soddisfatto del risultato è stato il manager della pornostar, che “senza preliminari” ed in breve tempo era riuscita a portare all’eiaculazione di 22 uomini. Delusi, gli altri rimasti in fila.
Link: ilTempo