Sono sempre di piu’ i blogger arrestati per aver scritto su Internet articoli critici contro governi e regimi: almeno 65 nel 2006. La denuncia e’ stata presentata il 3 Maggio scorso all’Onu, nel corso di una conferenza sul ruolo di Internet come nuovo strumento per la liberta’ di espressione.
Giornalisti senza frontiere‘ ha registrato casi di censura su cyber-dissidenti negli Usa, in Egitto e in Cina, dove il governo ha bloccato anche i sistemi di messaggistica istantanea e per telefonare attraverso il web. Ma non finisce qui. La libertà di espressione in internet, ad oggi, é limitatamente concessa (o assente) nei seguenti paesi: Arabia Saudita, Belarus, Burma, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam.
La Cina si può sicuramente annoverare tra le Nazioni in cui Internet é sottoposto al maggior numero di filtri che consentono di poter navigare solo dove il governo vuole. Se in Arabia Saudita sono censurati tutti i siti filo-israeliani, hardcore e omosessuali, in Corea del Nord non é possibile aprire siti col dominio .nk (NorthKorea) ed impossibile di altro tipo se non con concessione governativa. Siria ed Egitto come Cuba, invece, tendono ad ostacolare siti che citino informazioni estere o che parlino dei fatti interni. Ultima nota, in Turkmenistan solo l’1% della popolazione ha la possibilitaà di poter navigare.
Di seguito trovi la Mappa Mondiale delle connession internet. I buchi neri sono aree in cui la Rete é fortemente ostacolata se non, come forte conseguenza, inesistente.

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