Un recente studio dell’istituto Bruno Leoni condotto con il presidente della commissione Attività Produttive della Camera Daniele Capezzone ha quantificato le accise (tasse fisse) in 28,2 euro ogni pieno di carburante (calcolato sui cinquanta litri).

Le accise finiscono ora tutte allo Stato, «concorrono a determinare il livello di gettito», precisa il ministero dello Sviluppo economico di Pierluigi Bersani.
Difficile pensare che ci siano ancora debiti da pagare per la guerra d’Etiopia del ’36, ma quella tassa ancora c’è: 1,90 lire al litro (più o meno 0,001 euro). Non ha quel nome, è antica, assurda e anacronistica, ma è rimasta in termini quantitativi, come l’accisa per la frana del Vajont del 1963 (10 lire), quella per la crisi di Suez del ’56 (14 lire), il terremoto del Belice del ’68 (10 lire). E così via, fino alla missione in Bosnia del 1996 (22 lire) e al contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,02 euro).
(fonte: giornale.it di martedì 06 novembre 2007)

Ma andiamo nel dettaglio. Ecco le accise ovvero le tasse fisse che esistono su di un litro di benzina verde:

1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004

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