una testata giornalistica è un mezzo di comunicazione legalmente riconosciuto che ha quindi una propria identità con un Responsabile Civile e Penale per tutto quello che si scrive (si pubblica).
Sto parlando dell’Editore (proprietario della testata giornalistica) e del Direttore Responsabile che è per l’appunto responsabile dei contenuti del giornale che dirige. Il secondo è nominato dal primo quindi chi da l’impronta al giornale è l’Editore non per altro si dice “quel giornale ha questa linea editoriale”.
Detto questo l’impronta editoriale è ovviamente strettamente vincolata agli interessi dell’Editore, interessi che sono spesso legati all’esigenza di vendere. Esempio: nata la PlayStation, la popolare console di gioco per ragazzi ed adulti arrivata ad oggi alla terza versione, visto il “boom” delle vendite, constatata l’esigenza del fruitore di avere infos sui nuovi giochi, ci si rese conto che fondare un giornale poteva essere una buona fonte di guadagno ed infatti oggi esiste il periodico (mensile) che parla solo della console Sony, recensisce i nuovi giochi, pubblicizza eventuali mercatini dell’usato piuttosto che risponde alle domande dei lettori.
Come vedi la volontà dell’editore sposta l’argomento di una testata giornalistica, così come il Direttore ed i cronisti che, in questo caso potrebbero essere anche dei tecnici di laboratorio, magari non perfetti conoscitori della grammatica italiana, ma pur sempre degli esperti nel loro settore.
Altre volte, cambiando discorso l’Editore punta il dito sulla promozione di eventi, piuttosto che il semplice riporto di informazioni, notizie di cronaca locale, nazionale, di sport o di politica, di calcio o di scienza e cultura.
Il futuro? Internet: giornali online con la possibilità di poter essere sfogliati, dietro pagamento. Ma questo, pensandoci bene, non è neanche tanto futuro …
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