Quante volte, magari soprattutto al Sud, si dice “fatto 30, facciamo 31″.

Ecco, un concetto non tanto lontano dal vivere quotidiano. Il tutto insiste su condizioni precarie in cui la speranza è l’ultima a morire. A volte è difficile però si continua a sperare, anche un ottimista come me ha qualche volta problemi a continuare. In alcune circostanze si arriva a lottare pur di continuare a sperare ed ecco che entra il fatidico … vabbé, siamo arrivati a trenta, aspettiamo 31, come per dire, crediamoci ancora dippiù per sicuramente qualcosa accadrà (?).

E’ un gioco di strategia psicologica, sicuramente logorante, che porta inevitabilmente alla stanchezza non tanto fisica quanto mentale. Teso come una corda di violino per continuare a sperare, per non sbagliare. Io continuo … devo farlo, non posso rinunciare … speriamo bene. Ad Maiora c’era scritto sulla torta, prendiamolo per buono, anche se un augurio così bello, in certe occasioni, pesa … eccome se pesa !!!

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