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	<title>uromano.it &#187; internet</title>
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		<title>Internet ed i suoi troll</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 11:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uromano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che Internet sia oramai indispensabile è ovvio come sfondare una porta aperta, il suo uso è talmente diffuso da renderlo attraverso i propri servizi (web in testa) indispensabile quanto bere un bicchiere d&#8217;acqua. La controprova della totale assuefazione umana al mondo virtuale sta nello scoprire improvvisamente che non hai più accesso alla Rete: ansia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_469" class="wp-caption alignleft" style="width: 470px"><img class="size-full wp-image-469" title="internet_troll" src="http://www.uromano.it/wp-content/uploads/2009/10/internet_troll.jpg" alt="I troll sono il rumore della comunicazione interattiva" width="460" height="475" /><p class="wp-caption-text">I troll sono il rumore della comunicazione interattiva</p></div>
<p>Che Internet sia oramai indispensabile è ovvio come sfondare una porta aperta, il suo uso è talmente diffuso da renderlo attraverso i propri servizi (web in testa) indispensabile quanto bere un bicchiere d&#8217;acqua. La controprova della totale assuefazione umana al mondo virtuale sta nello scoprire improvvisamente che non hai più accesso alla Rete: ansia e stress sono le prime sensazione a cui si va incontro. Internet per certi versi è indispensabile ancor dippiù del telefono cellulare: non riuscire ad andare su un sito di informazione piuttosto che non spedire o ricevere una email rende l&#8217;utente rabbioso e intrattabile al pari di un paranoico che guarda ogni secondo l&#8217;orologio in attesa di un qualcosa che al mondo è assolutamente sconosciuto.</p>
<p>Tale rapporto assolutamente intimo tra Internet, anzi tra il Web e l&#8217;essere umano (utente) rende quest&#8217;ultimo nella possibilità, assolutamente ingenua, di scrivere o meglio, di pensare e scrivere direttamente disinteressandosi totalmente delle conseguenze. Ad esempio io in questo momento scrivo a prescindere da terzi, se questo da un lato aiuta dall&#8217;altro mi rende vulnerabile a qualsiasi obiezione. Su Facebook è proprio quello che sta accadendo: si scrive di se stessi, si pubblicano foto della propria vita, si scrive degli altri con continue e fantasiose allusioni, spesso frutto di un&#8217;ingenua esigenza di comunicare. Ma se è vero che l&#8217;uomo è considerabile con un animale altamente comunicativo, altrettanto vero è che scrivere senza pensare alle conseguenze è un qualcosa che porte necessariamente a delle conseguenze quantomeno indesiderate. Da qualche tempo ad esempio sul noto &#8220;social neetwok&#8221; girano alla stregua delle cosiddette Catene di Sant&#8217;Antonio richieste di partecipazione a gruppi dai più disparati non ultimo &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221;. Sinceramente non condivido un uso così fraudolento del mezzo Web, frutto del peggiore troll internettiano. Che cos&#8217;è un troll? In Internet un troll è colui che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati &#8230; nelle chat i troll vengono bannati ovvero allontanati a vita da quella chat, ma fin qui siamo nel mero virtuale. Ora però le cose sono cambiate: la Procura delle Repubblica di Roma ha infatti aperto un fascicolo sulle  presunte minacce al presidente del Consiglio, segno che forse Internet è qualcosa dippiù di un &#8220;mondo virtuale&#8221;, ma probabilmente gli stolti ideatori del gruppo, questo, non lo avevano capito.</p>
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		<title>Blogger? In prigione!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2007 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uromano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sempre di piu&#8217; i blogger  arrestati per aver scritto su Internet articoli critici  contro governi e regimi: almeno 65 nel 2006. La denuncia e&#8217;  stata presentata il 3 Maggio scorso all&#8217;Onu, nel corso di una conferenza sul ruolo di  Internet come nuovo strumento per la liberta&#8217; di  espressione.&#8216;Giornalisti senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_X_Z40sjJYNQ/Rju_9_OOynI/AAAAAAAAAKs/l6LaOWNVzPo/s1600-h/snipshot_e4eviornbpo.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 186px; height: 107px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_X_Z40sjJYNQ/Rju_9_OOynI/AAAAAAAAAKs/l6LaOWNVzPo/s400/snipshot_e4eviornbpo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060849677944932978" border="0" /></a>Sono sempre di piu&#8217; i blogger  arrestati per aver scritto su Internet articoli critici  contro governi e regimi: almeno 65 nel 2006. La denuncia e&#8217;  stata presentata il 3 Maggio scorso all&#8217;Onu, nel corso di una conferenza sul ruolo di  Internet come nuovo strumento per la liberta&#8217; di  espressione.<br />&#8216;<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_X_Z40sjJYNQ/RjvAWfOOyoI/AAAAAAAAAK0/1KKzBKQSaQ4/s1600-h/promo_reporters_sans_frontieres_logo_150.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 110px; height: 108px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_X_Z40sjJYNQ/RjvAWfOOyoI/AAAAAAAAAK0/1KKzBKQSaQ4/s400/promo_reporters_sans_frontieres_logo_150.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060850098851728002" border="0" /></a><a href="http://www.rsf.org/">Giornalisti senza frontiere</a>&#8216; ha registrato casi  di censura su cyber-dissidenti negli Usa, in Egitto e in  Cina, dove il governo ha bloccato anche i sistemi di  messaggistica istantanea e per telefonare attraverso il web. Ma non finisce qui. La libertà di espressione in internet, ad oggi, é limitatamente concessa (o assente) nei seguenti paesi: Arabia Saudita, Belarus, Burma, <span style="font-weight: bold;">Cina</span>, Corea del Nord, <span style="font-weight: bold;">Cuba</span>, Egitto, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan e <span style="font-weight: bold;">Vietnam</span>.<br />La Cina si può sicuramente annoverare tra le Nazioni in cui Internet é sottoposto al maggior numero di filtri che consentono di poter navigare solo dove il governo vuole. Se in <span style="font-weight: bold;">Arabia Saudita</span> sono censurati tutti i siti filo-israeliani, hardcore e omosessuali, in <span style="font-weight: bold;">Corea del Nord</span> non é possibile aprire siti col dominio .nk (NorthKorea) ed impossibile di altro tipo se non con concessione governativa. <span style="font-weight: bold;">Siria</span> ed <span style="font-weight: bold;">Egitto</span> come <span style="font-weight: bold;">Cuba</span>, invece, tendono ad ostacolare siti che citino informazioni estere o che parlino dei fatti interni. Ultima nota, in <span style="font-weight: bold;">Turkmenistan</span> solo l&#8217;1% della popolazione ha la possibilitaà di poter navigare.<br />Di seguito trovi la <span style="font-weight: bold;">Mappa Mondiale delle connession internet</span>. I buchi neri sono aree in cui la Rete é fortemente ostacolata se non, come forte conseguenza, inesistente.</p>
</div>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_X_Z40sjJYNQ/RjqF3fOOylI/AAAAAAAAAKc/c7ATVRcV2u0/s1600-h/carte-trous-noirs06.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 415px; height: 284px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_X_Z40sjJYNQ/RjqF3fOOylI/AAAAAAAAAKc/c7ATVRcV2u0/s400/carte-trous-noirs06.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060504319624661586" border="0" /></a></p>
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		<title>il potere dei link. Tim Berners Lee</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 23:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uromano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Probabilmente una delle persone più conosciute dagli internauti (quelli veri, gli hacker) e da altri che quando parlano di internet sanno di cosa stanno parlando. Partendo dal concetto base, su cui non si discute, che Bill Gates non è il padre di internet, parliamo di Tim B. Lee, padre del programma Enquire (1980) ovvero del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_X_Z40sjJYNQ/RgsEXiflryI/AAAAAAAAAFQ/gQEC62cNgmQ/s1600-h/grafo.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 380px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_X_Z40sjJYNQ/RgsEXiflryI/AAAAAAAAAFQ/gQEC62cNgmQ/s400/grafo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5047132609841573666" border="0" /></a><br /><span style="font-family:arial;">Probabilmente una delle persone più conosciute dagli internauti (quelli veri, gli hacker) e da altri che quando parlano di internet sanno di cosa stanno parlando. Partendo dal concetto base, su cui non si discute, che Bill Gates <span style="color: rgb(204, 0, 0);">non</span> è il padre di internet, parliamo di <a href="http://www.w3.org/People/Berners-Lee/"><span style="font-weight: bold;">Tim B. Lee</span></a>, <span style="font-weight: bold;">padre del</span> programma Enquire (1980) ovvero del <span style="font-weight: bold;">W.orld W.ide W.eb</span>. Nel 1989, Timothy Berners Lee pensò ad un qualcosa, il &#8220;<a href="http://info.cern.ch/"><span style="font-weight: bold;">Global HyperText Projec</span><span style="font-weight: bold;">t</span></a>&#8220;. Fu proprio &#8220;Enquire&#8221; a dare il maggior apporto al progetto che, nel pensiero di Tim, avrebbe dovuto consentire alla gente di lavorare combinando le proprie conoscenze in un unico documento detto &#8220;ipertestuale&#8221;. Egli scrisse il primo World Wide Web server &#8220;HTTPD&#8221; ed il primo client &#8220;</span><i style="font-family: arial;">WorldWideWeb</i><span style="font-family:arial;">&#8221; un così detto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/WYSIWYG">WYSIWYG</a> ovvero un browser ipertesto &#8220;<span style="font-weight: bold;">what-you-see-is-what-you-get</span>&#8221; che funzionava con NeXTStep. Questo lavoro partì nell&#8217;ottobre 1990, dapprima fruibile solo al <span style="font-weight: bold;"><a href="http://public.web.cern.ch/Public/Welcome.html">CERN</a> </span><span>(Ginevra &#8211; Svizzera)</span> poi su larga scala in Internet.</span> <span style="font-family:arial;">Ogni giorno migliaia di utenti si collegavano al sito del CERN e si linkavano ovvero creavano un collegamento capace di rendere reperibile su larga scala i loro lavori altrimenti &#8220;hidden&#8221; (nascosti). I Link riuscivano a mantenere viva una discussione poiché ogni giorno aggiungevano materiale a quello già esistente, Dapprima cento, poi mille  &#8230; oggi centinaia di milioni sono gli utenti di internet ed ancora dippiù sono le pagine &#8220;collegate&#8221; tra loro secondo principi di stretta relazione logico/funzionale. E&#8217; ovvio un link Albero-Foglia, è meno probabile Albero-Ferro. Evitare i link, scegliere di essere fuori dai link significa non aver compreso il motivo per cui esiste la Rete &#8230; l&#8217;ipertesto (Vannevar Bush) !!! <span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;">No Link . No e-Life</span> .<br />P.S. Attualmente Tim B. Lee è a capo del W3 Consortium. Se non sai cosa sia, navighi come un ossesso sulla Rete e per giunta ti definisci WebMaster .. bhé, sarebbe il caso che tu ti faccia un giro sul sito <a href="http://www.w3c.it/">W3C</a> (sede Italiana).<br /></span></p>
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